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IL M5S SARONNO A ITALIA 5 STELLE.

Il nostro consigliere comunale Davide Vanzulli con Bianca e Luca , il consigliere regionale Roberto Cenci, il deputato Niccolò Invidia portano i nostri cuori a ITALIA 5 STELLE. Una grande festa al Circo Massimo di Roma, con i parlamentari e gli attivisti che a migliaia si sono incontrati oggi per questo importante appuntamento nazionale del Movimento. ⭐⭐⭐⭐⭐✌️
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IL M5S SARONNO A ITALIA 5 STELLE. Il nostro consi...

WORK IN PROGRESS PER IL M5S SARONNO

A vele spiegate il M5S naviga verso il 4 marzo. Anche oggi a Saronno, tra i banchi del consueto mercato settimanale, alcuni candidati alla Regione, Camera e Senato, si sono mescolati ai numerosi cittadini per parlare con loro  e farsi conoscere. Erano presenti: Paola Macchi (candidata al Senato), Monica Gliera (candidata alla Camera), Alberto Lucchese (candidato Regione Lombardia), Maria Carlotta Parrino (candidata Regione Lombardia), con loro naturalmente gli attivisti del M5S Saronno. Venerdì 23 febbraio altro incontro molto importante per la nostra campagna elettorale e per il nostro territorio. Alle 21 all'Auditorium Aldo Moro di Saronno Gianluigi Paragone, Alberto Lucchese, Paola Macchi, Monica Gliera, Niccolò Invidia e Roberto Cenci illustreranno alcuni tra i punti più importanti del programma del M5S. NON MANCATE ALL'APPUNTAMENTO!!
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WORK IN PROGRESS PER IL M5S SARONNO A vele spiega...

Siamo agli sgoccioli, manca molto poco alle prossime elezioni politiche. Il MoVimento 5 Stelle ce la può fare, se riusciremo a fare una grande campagna elettorale. Io credo che riusciremo a vincere le prossime elezioni, ci credo tanto. Vedo i partiti politici che si difendono reciprocamente, che tentano di spaventare gli italiani per un possibile governo del MoVimento 5 Stelle. Lorsignori sono terribilmente spaventati, e hanno anche ragione: faremo nuove leggi sui costi della politica e sul taglio dei vitalizi, sulla creazione di una banca pubblica di investimento per le imprese gestita dallo Stato Italiano. Abbiamo norme pronte sulla trasparenza bancaria, per tutela del risparmio dei cittadini, norme anticorruzione, abbiamo pronto il Reddito di Cittadinanza per rendere la povertà illegale. Oltretutto se passasse il Reddito di Cittadinanza si annienterebbe il voto di scambio, un cancro del nostro paese, e certi soggetti politici senza voto di scambio non verrebbero mai eletti. Per questo vi chiediamo un sostegno  economico: http://www.movimento5stelle.it/programma/donazioni.html
Luigi sta girando l'Italia e io anche nel mese di febbraio partirò, sarà qualcosa di grande come il Costituzione Coast to Coast.

Anche se non sarò candidato per me non cambia niente, sosterrò il MoVimento 5 Stelle, il mio unico obiettivo è vincere le elezioni, permettere al Movimento 5 Stelle di andare al governo, e a Luigi Di Maio di essere il futuro Presidente del Consiglio. Sosteneteci con una donazione: sapete come siamo, abbiamo rifiutato 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, ci siamo tagliati tanti soldi dei nostri stipendi e questo è il segnale di credibilità che noi mettiamo sul piatto e attraverso il quale ci sentiamo assolutamente in diritto di chiedervi un sostegno volontario. Microdonazioni, perché attraverso le microdonazioni noi riusciamo a fare la nostra campagna elettorale. E soprattutto non dobbiamo dire grazie a nessuno, a parte l'unico nostro lobbista: il popolo italiano. Sosteneteci! Viva il MoVimento 5 Stelle!
Alessandro Di Battista

Siamo agli sgoccioli, manca molto poco alle prossi...

LA CASTA LOMBARDA SI REGALA L'ULTIMO PRIVILEGIO!

Era da un po' che non usavo questo termine,

LA CASTA LOMBARDA SI REGALA L'ULTIMO PRIVILEGIO! ...

IL TRENINO DEI DESIDERI.

Il PD è in rosso  ma Matteo Renzi viaggia per le province italiane al costo di 400.000 euro (notizia pubblicata dal Fatto Quotidiano).
Con un buco di quasi 10 milioni di euro in seguito alla disastrosa campagna per il SI al referendum costituzionale il leader del PD ha preso un treno di Trenitalia e lo ha allestito a suo uso e consumo, cominciando così il suo giro di propaganda supportato da un nutrito staff di politici e collaboratori. Intanto all'interno del partito 184 dipendenti sono in cassa integrazione e i consensi si sgretolano di giorno in giorno.

IL TRENINO DEI DESIDERI. Il PD è in rosso ma Ma...

LIVORNO NEL CUORE.
SOLIDARIETA' PER GLI AMICI LIVORNESI. UNA RACCOLTA FONDI CHE NON FINIRA' NELLE TASCHE SBAGLIATE.

Dopo il tragico alluvione del 9 e 10 settembre a Livorno si comincia a fare il punto della situazione. Dare numeri certi non è ancora possibile, ma si stimano danni attorno ad un miliardo circa tra le imprese, il piano di rilancio industriale e i danni alle famiglie che hanno perso tutto ciò che avevano. Di Livorno si parla troppo poco e sono passati solo solo 20 giorni dal  tremendo alluvione che ha fatto 8 vittime e messo in ginocchio l'intera città. A Rimini il M5S di Saronno ha incontrato i volontari  del Meetup livornese che al loro banchetto organizzavano una raccolta fondi per l'alluvione, abbiamo parlato con loro e ci siamo resi conto che

LIVORNO NEL CUORE. SOLIDARIETA' PER GLI AMICI LIVO...

M5S SARONNO
LA NOSTRA  #ITALIA5STELLE

Una maratona di tre giorni entusiasmanti a Rimini col M5S, il consueto raduno  nazionale che quest'anno sarà ricordato per qualcosa di molto importante per la storia del Movimento: il passaggio

M5S SARONNO LA NOSTRA #ITALIA5STELLE Una maraton...

LUIGI DI MAIO - IL RAGAZZO D'ORO DEL M5S.

Entra a far parte del M5S nel 2007, nel 2010 si candida come consigliere comunale del suo comune, in seguito alle cosiddette

LUIGI DI MAIO - IL RAGAZZO D'ORO DEL M5S. Entra a...

IL M5S IN SICILIA CI SARA'!

Nonostante il ricorso fatto da un iscritto per essere ammesso in lista, nonostante il tribunale abbia per questo sospeso momentaneamente le regionarie, nonostante i partiti tentino improbabili coalizioni che portino voti sperando di toglierli al M5S, nonostante stiano cercando in tutti i modi di spiazzare il nostro candidato Giancarlo Cancellieri con ogni mezzo (e certo non serve troppa fantasia per immaginare quali siano i

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IN REGIONE LOMBARDIA PRESTO IL TAGLIO DEI VITALIZI AGLI EX CONSIGLIERI REGIONALI, SU PdL DEL M5S

di MoVimento 5 Stelle Lombardia

Oggi è una bella giornata. In Commissione regionale Affari Istituzionali è stata votata all’unanimità la proposta di legge del MoVimento 5 Stelle Lombardia per il taglio dei vitalizi agli ex consiglieri regionali, e nella seduta d’aula del 28 novembre prossimo scatterà l’ora X che decreterà l’approvazione finale del provvedimento, e quindi il taglio ancora più drastico dei vitalizi. Lo abbiamo richiesto dal primo giorno in cui abbiamo messo piede al Pirellone.

Il nostro obiettivo è stato, e continua ad essere, riportare la politica alla realtà da un lato, e tagliare gli sprechi dall’altro: smettiamo di riempire le tasche di qualche ex politico che ha versato poco o nulla nelle casse della regione, e oggi percepisce una pensione a vita (che supera anche i 4000 euro netti al mese) ingiustificata e senza senso, soprattutto se pensiamo a quello che succede ai cittadini normali quando vanno in pensione. Risparmieremo 700 mila euro all’anno, 3 milioni e mezzo di euro nella legislatura.

Li investiremo in borse di studio e opportunità di lavoro per neolaureati, in servizi e sviluppo nell’interesse esclusivo dei lombardi. Siamo vicini a un risultato storico in Lombardia. Siamo entrati nelle istituzioni e le stiamo cambiando, così come avevamo promesso a tutti quei cittadini che ci hanno dato la loro fiducia. Dicevano che erano cose impossibili da realizzare, e invece il lavoro dei nostri al governo, dove l’abolizione dei vitalizi a deputati e senatori è già realtà, e qui in Lombardia, stiamo dimostrando che nulla è impossibile se c’è la volontà. E’ ovvio che prima del nostro arrivo, quando la politica era affare di una élite, non c’era nessun interesse nel fare leggi di questa portata morale. Ora anche nelle altre regioni non è più permesso tergiversare. Il cambiamento è arrivato, per tutti.
IL DECRETO EMERGENZE È LEGGE!
Niccolò Invidia 
Oggi muoviamo il primo passo per la rinascita di Genova e della sua anima sociale ed economica, diamo un segnale di svolta alle comunità segnate dai terremoti e apriamo una nuova stagione di mappatura di tutte le infrastrutture del nostro territorio, da Ragusa salendo fino a Sondrio.
Una giornata che ci rende orgogliosi, perché ridà speranza a migliaia di cittadini! ✌️⭐
MARCO TRAVAGLIO
UN GIORNALISTA  LIBERO!

Carenza di fosforo
di Marco Travaglio - 15 novembre 2018 
  
Berlusconi che difende i giornalisti (e persino i pm) dal “regime autoritario” gialloverde merita una mesta risata. Ma il guaio è che, in questo Paese privo di memoria e di fosforo, a denunciare gli attacchi alla stampa come “mai visti”, “senza precedenti”, “più gravi che in passato”, sono anche voci autorevoli e amiche. Quello che pensiamo degli insulti 5Stelle alla stampa che ha infamato la Raggi l’abbiamo scritto più volte: chi sta al governo o in Parlamento, tantopiù se è il vicepremier come Di Maio, non deve permettersi di usare il potere per giudicare pubblicamente i giornalisti, nemmeno quando ha ragione. Anche perché, come ogni cittadino, la legge gli dà tutti gli strumenti possibili per difendere la sua reputazione da chi lo diffama o lo calunnia: smentite, rettifiche, querele, cause civili, esposti all’Ordine. Invece Alessandro Di Battista è un privato cittadino senza cariche né potere, dunque è libero di dire ciò che vuole. Specie se si limita a ricordare quanti trattarono la Raggi “da ladra e da sgualdrina” (furono in molti, sui principali quotidiani) e a ritorcere contro di loro gli stessi epiteti. Ciò detto, vedere in piazza i rappresentanti della categoria in difesa di una libertà di stampa che non avevano mai difeso – non con la stessa energia, almeno – da minacce ben peggiori, fa un po’ ridere e un po’ piangere. Perché accredita la leggenda che oggi la libertà di stampa sia in pericolo come mai nella storia repubblicana.

Una frottola che solo chi finge di dimenticare gli ultimi 25 anni può raccontare. Basterebbe la lista degli epurati dalla Rai berlusconiana (Biagi, Luttazzi, Santoro, Freccero), dalla Rai renziana (Gabanelli, Giannini, Giletti) e dalla Rai gialloverde (nessuno) per chiudere il discorso. Ma, alla memoria selettiva di tanti colleghi, non mancano soltanto l’editto bulgaro di B. e le liste di proscrizione di Renzi. Quando c’era B., scomparvero dalla tv pubblica (e dunque anche da quella privata: la sua) decine di personaggi e programmi non graditi a lui e alla sua corte. Massimo Fini si vide chiudere il programma Cyrano prim’ancora che andasse in onda, perché “il sire di Arcore” non voleva. Idem per Raiot di Sabina Guzzanti, dopo la prima puntata che aveva osato parlare di legge Gasparri. Paolo Rossi, invitato a Domenica In, fu rispedito a casa perché minacciava addirittura di leggere un discorso di Pericle, noto antiberlusconiano ante litteram, sulla democrazia ateniese. Altre censure investirono programmi scapigliati come Ultimo Round, personaggi incontrollabili come Beha, ospiti sgraditi come Hendel, la Guerritore e la Porcaro.

E appena La7 minacciò di creare il terzo polo tv sulle ceneri di Telemontecarlo, con star come Fazio, Lerner, Luttazzi, i Guzzanti e altri, l’amicone di B. Tronchetti Provera provvide a soffocarla nella culla e a normalizzarla per un bel po’. E quel plumbeo sudario di censura e autocensura calò anche su alcuni dei (pochi) giornali che B. non possedeva. Come il Corriere della Sera e persino l’Unità. Al Corriere, nel 2001, entrarono subito nel mirino degli epuratori berlusconiani Biagi, Sartori e Grevi (per i loro editoriali contro le leggi ad personam, i conflitti d’interessi e le fughe dai processi), i cronisti giudiziari Biondani, Bianconi, Ferrarella (per i loro articoli sui dibattimenti Toghe sporche) e persino il vignettista Emilio Giannelli. Un bombardamento di proteste sempre più minacciose dal portavoce del premier Paolo Bonaiuti, di lettere minatorie pubbliche e private da Cesare Previti e dagli on. avv. Ghedini&Pecorella. Seguì una raffica di querele e cause civili. Quando poi Ferruccio si schierò contro l’assurda guerra di Bush jr. all’Iraq, sposata in pieno da B., quest’ultimo ufficializzò l’ostilità del governo al direttore del Corriere, mai difeso pubblicamente dalla proprietà. E lo fece apostrofando coram populo Cesare Romiti, primo editore del quotidiano di via Solferino, con queste parole: “Mi saluti il direttore del manifesto…”.

Il Caimano sapeva bene quel che si muoveva dietro le quinte: l’amico Salvatore Ligresti, suo vecchio compare nel clan craxiano e azionista del Corriere, stava lavorando ai fianchi Romiti perché scaricasse De Bortoli e ne consegnasse la testa a B. su un vassoio d’argento. Infatti il 29 maggio 2003, dopo due anni di linciaggio, il sempre più isolato Ferruccio rassegnò le dimissioni. A difenderlo, ai piani alti, era rimasto il solo banchiere Bazoli. Lo sostituì il più felpato e cerchiobottista Stefano Folli, con risultati non proprio esaltanti. Furio Colombo, l’indomani, aprì così la prima pagina dell’Unità: “Si sono presi pure il Corriere”. E anche quel titolo contribuì alla sua cacciata da direttore del giornale fondato da Antonio Gramsci. Da mesi Furio era nel mirino dei Ds (fra l’altro non più proprietari del giornale, ma solo della testata) per la sua linea intransigente contro ogni inciucio consociativo del partito diretto da Fassino con B.. Una linea che gli sparafucile dei Ds, sparsi nei giornaletti amici, dal Riformista (con Polito, Caldarola e Andrea Romano) a Europa al Foglio di Ferrara, bollavano per conto terzi di “girotondismo” (quasi che fosse un insulto) e (non ridete) di “antiberlusconismo”. Dopo continui scontri con Fassino & C., il 22 febbraio 2004 lasciò la direzione al suo vice Antonio Padellaro, che però mantenne la stessa linea intransigente. Infatti alla prima occasione fu silurato con la stessa accusa: il giornale della sinistra era troppo antiberlusconiano. Umberto Eco scherzò con l’amico Furio: “Hanno voluto offrire la tua testa al nemico, come Salomè donò quella di Giovanni il Battista a Erodiade”. Cari smemorati, questo e molto altro accadeva quando le cose andavano meglio. A proposito: voi, allora, dov’eravate?
A PROPOSITO DI GIORNALISMO SPAZZATURA.....

Cade a pennello l'editoriale di Marco Travaglio uscito oggi sul Fatto Quotidiano. Ci serviva un esempio di disonestà intellettuale? Travaglio ce ne fornisce molti di più.....semmai avessimo ancora qualche dubbio in merito. E poi la chiamano informazione libera.
#m5ssaronno

La marcia funebre
di Marco Travaglio - 11 novembre 2018 
  
“Hanno perso la Virginità” (Il Tempo, 19.12.2016).

“Il bivio di Raggi: ammettere la bugia col patteggiamento o rischiare il posto”, “L’ultima spinta che avvicina di un’altra spanna Virginia Raggi al suo abisso insieme giudiziario e politico è arrivata dalla testimonianza dell’assessore Meloni” (Carlo Bonini, Repubblica, 26.1.2017).

“La Raggi teme l’arresto. C’è aria di autosospensione” (il Giornale, 27.1.2017).

“Mutande verdi di Virginia” (Libero, 31.1.2017).

“La fatina e la menzogna”, “mesto déjà vu di una stagione lontana, quella della Milano di Mani Pulite”, “la Raggi è inseguita dallo schianto dell’ennesimo, miserabile segreto, custodito dai ‘quattro amici al bar’: una polizza sulla vita”, “Romeo ha un legame privato, privatissimo con la Raggi, in pieno conflitto d’interesse”, “Quelle polizze potrebbero avere un’origine non privata, ma politica… una ‘fiche’ puntata su una delle anime del M5S romano, quella ‘nero fumo’”, “il rebus della provenienza dei fondi”, “Soldi di chi? Per garantirsi quale ritorno?”, “tesoretti segreti e ricatti” per “garantire un serbatoio di voti a destra” (Repubblica, 3.2.2017).

“Spunta la pista dei fondi elettorali”, “Fondi coperti”, “L’ombra dei voti comprati”, “I pm a caccia dei contributi privati inferiori a 5mila euro e mai registrati” (Messaggero, 3.2.2017).

“La pista che porta alla compravendita di voti”, “Romeo potrebbe aver agito per conto di altri… Il sospetto di finanziamenti occulti giunti al Movimento 5Stelle” (Corriere della sera, 3.2.2017).

“Come in House of Cards”, “L’accusa di corruzione è vicina”, anzi “potrebbe emergere” (La Stampa, 3.2.2017).

“Patata bollente. La vita agrodolce della Raggi nell’occhio del ciclone per le sue vicende comunali e personali. La sua storia riguarda l’epopea di Berlusconi con le Olgettine, che finì malissimo” (Libero, prima pagina, 10.2.2017).

“Dopo via Almirante, via Raggi” (Il Foglio, 16.6.2018).

“Sindaca sempre più sola. Quei consiglieri tentati di toglierle la fiducia. L’idea dell’addio prima del giudizio per falso” (Repubblica, 19.6.2018).

“La Raggi fa perdere voti. M5S vuole cacciarla” (Libero, 20.6.2018).

“Al Campidoglio il piacere dell’omertà” (Repubblica, 15.7.2018).

“Virginia, la paura della condanna e l’ipotesi dell’auto-sospensione” (Messaggero, 22.9.2018).

“L’archiviazione per il reato di abuso può fornire nuovi elementi all’accusa del pm” (Messaggero, 6.10).

“Processo Raggi, la funzionaria di polizia contraddice la linea difensiva della sindaca” (Corriere della sera, 20.10).

“‘Marra decise per il fratello’. Altro colpo alla difesa Raggi”, “L’exit strategy se arriva la condanna. Abbandonare, autosospendersi o provare a tirare avanti senza simbolo” (Repubblica, 20.10).

“Assist di Marra a Raggi, ma Meloni lo smentisce” (Messaggero, 23.10).

“L’Opa leghista su Roma” (Il Foglio, 25.10).

“Se condannata, la carta Rousseau. ‘Voto web per andare avanti’” (Messaggero, 26.10).

“Raggi-Raineri, colpo di scena al processo” (Repubblica, 26.10).

“I partiti si preparano alla caduta”, “Il gioco di Salvini in Campidoglio”, “La sindaca nel suo labirinto. Nel momento più difficile, Virginia Raggi è sola e sembra non poter contare più nemmeno su Di Maio… È come scomparsa” (Il Foglio, 1.11).

“Sindaca a rischio condanna” (il Giornale, 2.11).

“L’ultima tentazione dei 5S: crisi pilotata per non votare” (Repubblica, 8.11).

“La Lega e la corsa per il Campidoglio. Parte l’offensiva social e nei municipi” (Messaggero, 8.11).

“Passo indietro o giunta ‘no logo’, le vie per Virginia in caso di sconfitta. No al perdono web” (Corriere della sera, 10.11).

“Raggi in bilico, un guaio per il M5S”, “La crisi in Campidoglio e gli effetti sul governo” (La Stampa, 10.11).

“Raggi, chiesti 10 mesi. Il M5S la molla” (il Giornale, 10.11).

“Pure Di Maio si prepara a scaricare la Raggi inguaiata dai giudici. Anche lei non vede l’ora di levare le tende” (Libero, 10.11).

“La Capitale, il malgoverno da cancellare”, “Con Virginia Raggi la situazione è precipitata. Ora che la conosciamo possiamo dire che in realtà tutto la predisponeva a questo esito. Giovane piccolo-borghese romana dall’abbigliamento e dalle maniere che ‘fanno tanto perbene’ nel quartiere Appio Latino dove è cresciuta, è centaura provetta e con l’aria sempre annoiata e il tratto vagamente indolente che ricorda la protagonista di un racconto di Moravia” (Ernesto Galli della Loggia, Corriere della sera, 10.11).

“L’esperimento romano può dichiararsi concluso con un sostanziale fallimento. Il tramonto di Virginia Raggi può intrecciarsi con un colpo al populismo municipale. Comunque vada, la sindaca è già fuori gioco” (Stefano Folli, Repubblica, 10.11).

“La Raggi è riunita con i suoi legali per l’ultimo disperato tentativo di salvarsi” (SkyTg24, 10.11).

“Il Tribunale di Roma assolve l’imputata Raggi Virginia perché il fatto non costituisce reato” (il giudice Roberto Ranazzi, 10.11.2018, ore 15.10).

Ps. Subito dopo il verdetto, quelli di SkyTg24 informano che la Raggi “è scoppiata a piangere perché non si aspettava una sentenza del genere” e il giudice ha stabilito che “la sindaca non si rendeva conto di quel che succedeva in Campidoglio”. Vergognamoci (anche) per loro.
QUESTO IL GIORNALISMO ITALIANO!!!
Indignata e offesa tutta la categoria dei giornalisti per le parole di Alessandro Di Battista che li definisce " puttane". Titoloni e prime notizie sui tg: " il M5S attacca l'informazione libera, non accetta le critiche". Eccovi servito un esempio di giornalismo libero, attento all'informazione e soprattutto onesto. Ancora una volta "le puttane" della carta stampata dimostrano chi sono realmente! Troppo poco le parole di Di Battista per questi mercenari  traditori della categoria  (perché saranno anche in via d'estinzione ma i giornalisti seri esistono ancora)🌟🌟🌟🌟🌟
VIRGINIA ASSOLTA!!!! #ATESTAALTA

di Luigi Di Maio, Capo Politico del MoVimento 5 Stelle

Due anni di attacchi alla Sindaca più massacrata di Italia. La magistratura ha fatto il suo dovere e la ringrazio, ha solo seguito quello che andava fatto d’ufficio. Il peggio in questa vicenda lo hanno dato invece la stragrande maggioranza di quelli che si autodefinsicono ancora giornalisti, ma che sono solo degli infimi sciacalli, che ogni giorno per due anni, con le loro ridicole insinuazioni, hanno provato a convincere il MoVimento a scaricare la Raggi.

Pagine e pagine di fakenews, giornalisti di inchiesta diventati cani da riporto di mafia capitale, direttori di testata sull’orlo di una crisi di nervi, scrittori di libri contro “la casta” diventati inviati speciali del potere costituito. La vera piaga di questo Paese è la stragrande maggioranza dei media corrotti intellettualmente e moralmente. Gli stessi che ci stanno facendo la guerra al Governo provando a farlo cadere con un metodo ben preciso: esaltare la Lega e massacrare il Movimento sempre e comunque. Presto faremo una legge sugli editori puri, per ora buon Malox a tutti!

Forza Virginia! Contento di averti sempre difesa e di aver sempre creduto in te.
DOVE SONO FINITI GLI ATTACCHI DEL PD A BEPPE GRILLO PER IL SUO INTERVENTO A ITALIA 5 STELLE?!

Passate solo tre settimane da quando Renzi  & Co. urlavano "vergogna...!!!!" a Beppe Grillo che aveva osato "offendere" le persone affette da autismo per il solo fatto di aver usato la parola "autistici" come sinonimo per descrivere un'oggettiva realtà disattenta.  Diciamo a chiare lettere che quel siparietto di Italia 5 Stelle è caduto a fagiuolo, come si suol dire, e il PD non se lo è fatto sfuggire per creare la sua protesta di indignazione sui social e media,  visto che sui banchi del Parlamento la sua presenza è pressochè inesistente. Oggi il capitano Renzi, uomo senza macchia e senza paura, delira su Twitter attaccando Casalino e parlando di Sindrome di Down completamente a sproposito, peraltro dimostrando di non aver capito neppure l'episodio Casalino che tanto lo ha infuocato, ma a lui basta solo il nome per fargli drizzare i capelli sulla testa e buttare veleno, poco conta se alla fine i fatti non sussistono  e la figuraccia è tutta sua.......e così è stato.
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di MoVimento 5 Stelle
Rispondere ai deliranti post su Facebook di Matteo Renzi, o alle sue sparate su Twitter sempre campate in aria, può sembrare superfluo ma stavolta si è spinto davvero oltre: usare sua nipote, che ha una sindrome di down, per infangare Rocco Casalino è veramente qualcosa di ignobile e squallido.

Lo sappiamo, Renzi appena può non perde occasione per alimentare bufale senza né capo e né coda. Gli italiani lo conoscono, le fake news sono il suo pane quotidiano da sempre e non gli crede più nessuno.

Ma provare a far passare la recita di un personaggio durante una simulazione in un corso di giornalismo per un punto di vista, usando la disabilità di una bambina, ci fa riflettere sulla direzione vergognosa che questi politicanti hanno preso pur di gettare ombre su chi lavora, giorno dopo giorno, per far fronte alle tante responsabilità professionali che gli sono affidate.

Le bufale di Renzi sono già state smascherate su Facebook da Enrico Fedocci, l’autore del video integrale dal quale è stata strumentalmente decontestualizzata la parte in questione. Fedocci scrive testualmente:

“A proposito di questa vicenda che riguarda Casalino e la sua presenza durante il Corso di Giornalismo che ho tenuto nel 2004 desidero precisare che in quegli anni portavo i personaggi in aula, affinché i miei studenti li intervistassero. In occasione di una di queste simulazioni di interviste invitai Rocco Casalino. Alle 14 arrivò in via Pace a Milano, presso l’Istituto Bauer di proprietà della Provincia di Milano. Andai all’ingresso per accompagnarlo in aula e prima di entrare mi raccomandai: “Rocco, è una simulazione di intervista, quindi nulla verrà pubblicato, ma fammi la gentilezza di sollecitarmi i ragazzi, affinché abbiano una notizia. Provocali. 
La sua risposta fu: “Devo recitare un personaggio?” 
“Bravo” replicai io.
Il resto è registrato nel video. È chiaro, chiarissimo che Rocco Casalino abbia semplicemente recitato una parte per “provocare” gli studenti e stimolare una riflessione sulle emozioni negative.

Questi sono i fatti e quella a cui stiamo assistendo è l’ennesima operazione sudicia di certa stampa e di quelli come Renzi, gente con credibilità pari a zero, a cui è rimasto solo l’infamare e lo screditare per avere qualcosa da dire.
Renzi straparla di dignità, proprio lui che è un mentitore seriale riconosciuto, proprio lui che ha provato ad ingannare milioni di italiani e che strumentalizza bambine con la sindrome di down per risaltare le sue tesi riprovevoli ed in malafede. C’è sempre un limite tra il vergognoso e il ridicolo: Renzi saltella con disinvoltura da una parte all’altra ininterrottamente da quando è in politica ma stavolta ha davvero, tristemente, toccato il fondo.

Renzi dimettiti!
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