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Due argomenti di politica Nazionale ed Internazionale.

Come si gestisce una partecipata da parte di un comune risanandola in pochi mesi.

Politica Internazionale che vorrebbe per L’Italia e L’Europa decidere in autonomia senza subire l’influenza Americana, le cui esportazioni in Russia sono aumentate, invece per noi Europei che abbiamo dovuto imporre le sanzioni ed in particolare per noi Italiani c’è stata una diminuzione di scambi commerciali per Miliardi di Euro.

dimaionoga

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci

http://www.beppegrillo.it/2017/01/prima_ti_ignorano_poi_ti_deridono_poi_ti_combattono_poi_vinci.html

di Luigi Di Maio

Lo ricordo come se fosse ieri.
Ricordo gli attacchi del Pd: “voi siete pazzi, manderete il comune in default“, i titoli dei giornaloni: “il Movimento 5 Stelle non è in grado di governare“, ricordo la Cgil: “mandare in concordato un’azienda partecipata è una follia, i lavoratori perderanno il posto di lavoro“, ricordo i titoli diffamatori dei Tg nazionali: “5 stelle incompetenti“. La campagna di odio nazionale contro il Sindaco fu allucinante: minacce e intimidazioni a lui – portato dalla digos fuori città – e ai consiglieri comunali.
Media e partiti fecero passare quella scelta coraggiosa, per uno dei più grandi fallimenti della storia del Movimento 5 Stelle, fu una campagna di un’aggressività inaudita, per farci tornare sui nostri passi e quindi indurci a continuare a foraggiare le spartizioni clientelari del Pd.

Alcuni mi dissero anche: “Scaricate il Sindaco finché siete in tempo, altrimenti perderete tanti voti, non andrete mai al Governo“.
Ma il Movimento ha mantenuto la barra dritta, difendendo quella scelta a spada tratta, nelle TV e nelle piazze. E oggi finalmente arriva la notizia che ci dà ragione.
Era l’autunno del 2015, Filippo Nogarin governava da un anno Livorno e doveva prendere una decisione sull’Aamps: l’azienda dei rifiuti cittadina prossima al default per un buco di bilancio da 40 milioni di euro. Un’azienda partecipata usata dal Pd come bancomat e poltronifico per decenni.

Il Sindaco e la sua maggioranza dovevano scegliere: tagliare fondi ai servizi sociali per rifinanziare il buco nero dell’Aamps o avviare un risanamento dell’azienda di fronte al tribunale, tagliando poltrone e sprechi?
Filippo scelse coraggiosamente di avviare il concordato preventivo dell’azienda.
Il “gruppo di supporto enti locali” del Movimento 5 Stelle seguì passo passo tutto l’iter, affiancandogli i migliori professionisti.
Pochi giorni fa abbiamo appreso che il concordato è stato accettato da oltre il 70% dei creditori. A distanza di un anno e mezzo, l’amministrazione 5 stelle di Livorno ha di fatto salvato la sua azienda dei rifiuti, senza più tagliare fondi al welfare e addirittura stabilizzando i lavoratori precari.

Dopo poco tempo, l’amministrazione Nogarin, con i fondi che non aveva dovuto tagliare, ha anche avviato il reddito di cittadinanza comunale.
Ovviamente nessuno ne parla, nessuno ce ne darà mai atto, perché dovrebbero negare le loro stesse menzogne, dovrebbero smentire quella campagna diffamatoria contro il Movimento 5 Stelle che è stata strumentalizzata fino alle elezioni di Roma e Torino.
Ma la vicenda dell’Aamps di Livorno dobbiamo tenerla sempre a mente. È un vero e proprio manuale per il Movimento 5 Stelle al Governo.
Quando i nostri Sindaci fanno delle scelte, gli effetti positivi di quelle decisioni saranno percepiti a distanza anche di un anno o due, quando i riflettori si saranno già spenti e le ignobili campagne contro di loro già consumate.

Ogni scelta che tende a sovvertire lo status quo, viene attaccata immediatamente: i nostri detrattori sanno che per dimostrare le nostre ragioni con i fatti, abbiamo bisogno di mesi o anni. Loro in pochi giorni schierano sedicenti professionisti, opinionisti, commentatori in tutti i Tg per darci addosso, consapevoli che la verità si affermerà solo quando i riflettori si saranno già spenti.
Di fronte a questo schifo, c’è chi è tentato dall’arretrare per fermare il battage mediatico, lasciandosi intimidire e chi invece mantiene la barra dritta andando fino in fondo.
A me queste esperienze hanno insegnato a non mollare mai. Se siamo nel giusto, il tempo ci darà ragione e i cittadini ci seguiranno.
Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.

dibarus La Russia è un alleato, non un nemico

http://www.beppegrillo.it/2017/01/la_russia_e_un_alleato_non_un_nemico.html

di Alessandro Di Battista

Furono gli USA di Obama a “chiedere-pretendere” le sanzioni alla Russia. L’Europa eseguì a cominciare dall’Italia scendiletto degli americani. Chi pensava che le sanzioni avrebbero indebolito Putin adesso si starà vergognando. Il M5S non è mai stato né filo-russo né filo-americano. Vogliamo costruire un paese autonomo, sovrano, indipendente e soprattutto non stupido! Le sanzioni alla Russia ci sono costate miliardi di euro, migliaia di posti di lavoro e l’accentuarsi di una crisi prodotta dalla corruzione sì, ma ancor di più da questo folle capitalismo finanziario.

Trump lo giudicheranno gli americani, non è affar mio, quel che mi importa sono quelle scelte che potrebbero ricadere positivamente sugli interessi italiani. Negli ultimi anni quel che ci siamo fatti imporre dagli USA ci ha indebolito. L’illegale guerra in Iraq, l’assurda guerra in Afghanistan, la deposizione violenta di Gheddafi (erano altri che gli baciavano le mani ma quel che va compreso è che se butti giù un dittatore con le bombe straniere quel paese non diventerà più sicuro, al contrario esploderà) e molte altre. Oggi Trump parla di una possibile revoca delle sanzioni alla Russia. E’ una buona notizia tuttavia l’Italia non dovrebbe aspettare le decisioni del Presidente degli USA per far quel che è giusto fare. Un Paese sovrano avrebbe già preteso e ottenuto lo stop di questa follia. Il M5S lo chiede da tempo.

La Russia ha i suoi guai (come gli USA e come l’Europa intera) e non rispetta tutti i diritti (come gli USA e come l’Europa intera) ma è un partner economico con cui dialogare e un alleato contro il terrorismo, non un nemico!

 

filodiretto@saronno5stelle.it

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